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ANSAcom - In collaborazione con Fondazione Mesit
È necessaria "una strategia di attrattività, industriale e per la ricerca, che trovi visione in un piano per le Lifecience. Altri Paesi europei lo hanno già fatto, ma non è tardi per l'Italia. Abbiamo l'industria farmaceutica più forte in Europa e, probabilmente, nel mondo, che può essere di grande traino e far sì che quelle competenze e quell'expertise che noi abbiamo già da anni possano essere di grande aiuto al sistema sanitario affinché la strategia di modernizzazione già avviata vada nella giusta direzione, che è meno mattone e più digitalizzazione e capacità di cura del cittadino". È quanto ha affermato il presidente di Farmindustria e presidente e Ad di Sanofi Italia e Malta Marcello Cattani intervenendo al convegno "Healthcare shift. Ricerca, innovazione e industria farmaceutica come motore della competitività", promosso da Fondazione Mesit con il contributo non condizionante di Sanofi.
In questa fase, ha ricordato Cattani, c'è bisogno "di prevenzione, ma anche di farmaci innovativi per curare patologie nuove". Fondamentale è pure "curare in maniera più veloce, delegando di più al medico di medicina generale". Qualcosa in questa direzione è già stato fatto: per esempio "lo spostamento di alcune classi di farmaci dalla distribuzione diretta alla convenzionata, ma occorre anche adeguare il finanziamento della spesa farmaceutica per far sì che risponda a un bisogno reale", ha aggiunto.
Non ultimo, "è necessario ridurre gli oneri per le imprese", ha concluso Cattani, che ha ricordato che il payback costa circa 2,5 miliardi alle aziende.
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